Nel passaggio 66.2 dello Zibaldone, Giacomo Leopardi osserva: “Se tu hai un nemico mortale nella tal città e vedi che v’è sopra un temporale, ti passa pur per la mente la speranza che egli ne possa restare ucciso? Or come dunque ti spaventi se quel temporale viene sopra di te, quando la probabilità è tanto piccola che tu non ci sai neppure fondare quella cosa che ha pur bisogno di sì poco fondamento per sorreggere in noi, dico la speranza? Lo stesso intendo dire di cento altri pericoli, i quali se in vece fossero probabilità di ben, ci porrebbe ridicolo il porci per esse in nessuna speranza, e pure ci poniamo per quei pericoli in timore. Tant’è: bisogna bene che per quanto la speranza sia facile a nascere, e insussistente, il timore lo sia di più. Ma questa riflessione mi pare molto atta a temperarlo. Il timore è dunque più fecondo d’illusioni che la speranza”.
domenica 7 luglio 2013
venerdì 5 luglio 2013
Laboratorio Swiss & Global - Lezione N. 41 – Uscita dal debito e caccia ai rendimenti
Nel mio libro sulla gestione dei risparmi edito dal Mulino, che sarà in libreria a fine mese, avevo ricordato il commento di Giorgio Barba Navaretti che, in Austerità figlia del panico, ricordava la “scarsa credibilità dei governi del Sud”, come la Grecia o l’Italia pre-Monti:
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